Lungi da me l’idea di rubare la scena ai miei simili, ma…

Lasciatemi dire che – dopo aver girovagato fra campanili piemontesi e liguri – un bel campanile toscano ci sta più che bene!

E, bando alla modestia, bello lo sono davvero! Anche se, a onor del vero, non sono stato il primo…

In effetti, prima di me la nostra splendida cattedrale ha conosciuto solo campanili a vela.

Chi vi parla è il campanile esagonale del Duomo di Arezzo, un bel tipo, visibile da ogni dove, grazie anche alla mia guglia dritta come un fuso.

Sono più giovane di quanto possiate immaginare, se considerate che il mio aspetto attuale si deve alla fine del 1937 e ai primi dell’aprile del ‘38.

L’incontro con la nostra autrice avvenne in un giorno baciato dal sole…

Mi svegliai con l’intenzione di godermi in santa pace un fantastico cielo azzurro, senza altri pensieri, quando di punto in bianco notai un paio di occhi verde scuro che mi scrutavano con insolita curiosità.

Lì per lì credetti di trovarmi di fronte all’ennesima turista dall’aria svagata, ma l’intensità di quello sguardo mi convinse subito del contrario: lei era venuta apposta da lontano per visitare la nostra chiesa!

E quando capii che aveva un debole per i campanili… Be’, il feeling fu immediato!

Senza contare che – come scoprii in seguito, origliando un suo commento – c’era fra noi una sorta di legame mistico se pensiamo al santo patrono, alias San Donato: lo stesso della città di Pinerolo (località cara alla nostra autrice).

E, a proposito di scrittrici e di scrittori… Persino il fiorentino Giovanni Papini si spese a suo tempo per chiedere a tutti i cattolici un’offerta al fine di contribuire al completamento del sottoscritto… Lo sapevate?