Fra i campanili prescelti dalla nostra scrittrice compaio anch’io e sapete perché?
Perché sono uno dei superstiti, un testimone “speciale” ancora “intero” sopravvissuto al disastroso terremoto del 23 febbraio 1887, giorno in cui Bussana divenne un “borgo fantasma”…
Borgo che in seguito sarà noto come Bussana Vecchia per distinguerlo dal nuovo paese edificato più a valle: Bussana Nuova.
Ormai della chiesa intitolata a Sant’Egidio restano solo la facciata e poco altro ed il mio stesso aspetto è un po’ “provato” dopo quel giorno nefasto…
Ciononostante, mi difendo ancora bene. Chi decide di venire fin qui, alzando lo sguardo su di me non può non provare stupore e ammirazione…
E credetemi: non sono l’unico a non arrendersi; a tenermi compagnia sono arrivati da tempo tanti artisti che hanno deciso di ripopolare l’antico borgo dedicandosi alle loro opere in una cornice che – malgrado tutto – conserva un indiscutibile fascino…
Cedo ora la parola al mio amico di Bussana Nuova…